F.A.Q. - DrunkTurtle
17095
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-17095,ajax_updown_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-7.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive

F.A.Q.

Cos’e’ il cocciopesto DT?

Il cocciopesto DT è un materiale derivante dall’impasto a crudo di frammenti lapidei, coccio tritato, sabbia e legante cementizio. Il composto risultante è molto compatto e impermeabile. La nostra società è la prima al mondo che utilizza questo composto per la realizzazione di vasi vinari.

Che differenza c’è tra cocciopesto DT e terracotta?

Sostanzialmente la differenza principale è che l’essicazione del cocciopesto DT è naturale, quindi all’aria, mentre la terracotta è, come dice il nome, cotta in forno ad alta temperatura.

Che differenza c’è tra cocciopesto DT e cemento?

Il cemento e’ un materiale che ha cento anni, il cocciopesto duemila (per approssimazione).
Il cemento ha una storia molto recente. L’utilizzo del cemento in architettura sta già cominciando a dare dei problemi sia strutturali che di mescola . L’utilizzo del cocciopesto DT dai romani come impermeabilizzante negli acquedotti e nelle terme pubbliche testa storicamente il materiale e ne dà le sufficienti garanzie per la tenuta nel tempo.

Perché affermate che i vostri vasi sono i più ecosostenibili?

L’utilizzo nell’ impasto di materiali di scarto delle cave e delle fornaci anche se opportunamente rigenerati, fanno dei nostri vasi, rispetto ai contenitori in acciaio, terracotta e legno, sicuramente i più ecosostenibili.

A che punto è il protocollo sulla micro-ossigenazione?

Abbiamo completato per il Simei di novembre 2015 il protocollo di studio durato sei mesi  sulla micro ossigenazione e le cessioni di metalli pesanti nel cemento e nel coccio pesto portato avanti dall’enologo Enzo Brini. A disposizione di chi è interessato a consultarlo.

Da cosa viene la forma del vaso vinario?

La forma del vaso vinario si rifà alla tradizione del dolium romano; in recenti studi ne viene inoltre enfatizzata la forma interna ad uovo perché favorisce, con i suoi moti convettivi, il ricircolo del mosto nella vinificazione.

La botte ha una gabbia di tenuta interna in acciaio?

Dato il disegno del manufatto e l’utilizzo nell’impasto di fibre naturali, il vaso OPUS non ha gabbie interne di sostegno né in acciaio, né in altri materiali.

Il vaso vinario permette la micro-ossigenazione ?

Una delle peculiarità sia del cocciopesto che del cemento, e’ quella di garantire una microssigenazione che l’acciaio ed altri materiali  non hanno.

Che tipo di personalizzazioni sono previste sulla botte?

Per la personalizzazione, oltre all’utilizzo  di tutti gli accessori in acciaio inox in commercio, il vaso vinario prevede la possibilità di poter dipingere a tema l’esterno con disegno del nostro archivio o con personalizzazioni del cliente.

Altre forme del vaso vinario sono possibili?

La messa a punto col nostro staff tecnico di stampi molto performanti ed economici rispetto a quelli in acciaio, ci permette di progettare e produrre forme personalizzate con modesti numeri di serie.

Che durata hanno i vasi?

Non essendoci uno storico codificato sul nostro materiale, è difficile poterne stimare la durata, anche se  sicuramente sarà molto di più lunga di quella delle barriques e della terra cotta.
 

Che resistenza ha il vaso a temperature esterne molto rigide?

Ci è stato richiesto l’utilizzo di nostre botti per l’esterno di cantine in alta montagna. Non abbiamo ad oggi dati sensibili per supportare questa domanda.

Inerzia termica importante?

Lo spessore di sei centimetri sul vaso da 10 ettolitri e quello di dieci centimetri per quelli da 17 e 25 ettolitri del materiale, garantisce un’importante inerzia termica che permette il controllo della temperatura interna senza rilevanti  sbalzi dal caldo al freddo.

E’ previsto il controllo della temperatura in remoto?

Per il controllo della temperatura durante la vinificazione è previsto l’inserimento all’interno di apposita serpentina di refrigerazione in acciaio inox collegata ad una motocondensante con la possibilità del controllo remoto.

La cessione dei metalli pesanti è controllata?

Sin dall’inizio della produzione sia del cocciopesto che del cemento stiamo monitorando mensilmente le cessioni di metalli pesanti nel vino. Ad oggi i parametri di riferimento sono ben al di sotto degli standard consentiti per legge.

I vasi vinari sono trattati all’interno?

Il trattamento con vernici bicomponenti alimentari certificate dell’interno dei vasi viene fornito a richiesta.

COSA E’ LA CERTIFICAZIONE ALIMENTARE?

E’ un attestato rilasciato da enti abilitati che certificano l’uso del materiale per il contenimento di liquidi alimentari. Nel Cocciopesto la certificazione fa si che possiamo adoperare i nostri vasi per contenere il vino senza bisogno di vetrificazione interna come invece è indispensabile per manufatti in cemento o simili.
.

PERCHE’ PER I VASI IN CEMENTO SERVE LA VETRIFICAZIONE E PER IL COCCIOPESTO NO?

Perché il cemento in base alle disposizioni di legge non può entrare in contatto diretto con il contenuto, mentre il Cocciopesto, avendo ottenuto la Certificazione Alimentare, può essere usato direttamente.

IL TRATTAMENTO CON LA CERA D’API SERVE AL COCCIOPESTO?

Sicuramente no! La cera d’api è l’espediente che adoperano alcuni produttori di anfore in terracotta per limitare la traspirazione e quindi l’ossidazione del vino nei recipienti. Con il nostro materiale, la micro-ossigenazione è regolata, come evidenziato nel nostro protocollo di studio sulle cessioni.

E’ UN PRODOTTO ARTIGIANALE?

I nostri vasi sono veramente artigianali in quanto colati e rifiniti a mano. Eventuali difformità sono da attribuirsi proprio alla caratteristica finitura a mano che viene fatta su ogni vaso.

SONO GIA’ STATE FATTE VINICAZIONI NEL COCCIOPESTO?

I nostri vasi in cocciopesto sono stati presentati in anteprima mondiale al Vinitaly 2015 accogliendo giudizi molto positivi da parte di cantine, distributori, e dalla stampa specializzata. Da allora molte cantine, sia in Italia che all’estero, hanno chiesto i nostri vasi per vinificazione e affinamento.

IL COCCIOPESTO E’ STATO BREVETTATO?

Essendo un materiale storico non è brevettabile come non è brevettabile l’acqua. Noi abbiamo chiesto il brevetto sull’uso del cocciopesto in contenitori per l’enologia.

IL TRASPORTO DEI VOSTRI VASI E’ MOLTO IMPEGNATIVO?

Dato il peso dei manufatti, e considerando che i vasi non hanno uno scheletro in acciaio, la movimentazione va fatta con accortezza. Viene da parte nostra spedito e allegato un manuale di uso che illustra la movimentazione dei vasi in cantina. Per il trasporto in loco utilizziamo corrieri dedicati e attrezzati, quando la cantina o il concessionario non provvede direttamente al ritiro dai nostri depositi.

A CHE PUNTO È IL PROTOCOLLO SULLA MICRO-OSSIGENAZIONE e la cessione dei metalli pesanti?

Abbiamo completato in occasione del SIMEI 2015 il protocollo di studio pensato e coordinato dall’enologo Enzo Brini. Nei sei mesi della sperimentazione è stata verificata la micro-ossigenazione e le cessioni dei principali metalli pesanti, nel cocciopesto e nel cemento.

ALTRE FORME DEL VASO VINARIO SONO POSSIBILI?

La messa a punto con il nostro staff tecnico di stampi molto performanti ed economici rispetto a quelli normalmente in uso realizzati in acciaio, ci permette di progettare e produrre forme personalizzate con interessanti ammortamenti per piccole quantità di manufatti.
to.