F.A.Q. - DrunkTurtle
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F.A.Q.

1 – Cos’e’ il cocciopesto DT?

Il cocciopesto DT è un materiale derivante dall’impasto a crudo di frammenti lapidei, coccio tritato, sabbia, tutto in varie granulometrie, fibre di rinforzo e legante cementizio. Il composto risultante è molto compatto e impermeabile. La nostra società è la prima al mondo che utilizza questo composto per la realizzazione di vasi vinari.

2 – Che differenza c’è tra il cocciopesto DT e la terracotta?

La terracotta è argilla cotta in forno. Il cocciopesto è un’insieme di frammenti lapidei e coccio essiccato al sole. Sono due materiali intrensicamente diversi, anche se assimilabili agli inerti per composizione. Una differenza sostanziale è che l’essicazione del cocciopesto DT è naturale, quindi all’aria, mentre la terracotta è, come dice il nome, cotta in forno ad alta temperatura e quindi con cessioni in atmosfera di anidride carbonica.

3 – CHE DIFFERENZA C’E’ TRA IL COCCIOPESTO E IL CEMENTO?

Il cemento e’ un materiale che ha cento anni, il cocciopesto duemila (per approssimazione). Il cemento ha una storia molto recente. L’utilizzo del cemento in architettura sta già cominciando a dare dei problemi sia strutturali che di mescola. L’utilizzo da parte dei  Romani del cocciopesto come impermeabilizzante negli acquedotti e nelle terme pubbliche, testa storicamente il materiale e ne dà le sufficienti garanzie per la durata nel tempo.

4 – PERCHE AFFERMATE CHE I VOSTRI VASI SONO I PIU’ ECOSOSTENIBILI?

L’utilizzo nell’impasto di frammenti lapidei di scarto delle cave e delle fornaci, anche se opportunamente rigenerati, fanno dei nostri vasi, rispetto ai contenitori in acciaio, terracotta e legno, sicuramente i più ecosostenibili. Anche considerando che nei nostri processi di lavorazione, dall’impasto all’essiccazione, non c’è cessione di anidride carbonica nell’atmosfera.

5 – COSA E’ LA CERTIFICAZIONE ALIMENTARE?

E’ un attestato, rilasciato da enti internazionali abilitati, che certifica l’uso del materiale per il contenimento di liquidi alimentari. E’un protocollo molto impegnativo che va a verificare tutti i processi di lavorazione. Nel Cocciopesto la “certificazione alimentare” ottenuta fa si che possiamo adoperare i nostri vasi per contenere il vino senza bisogno di vetrificazione interna, come invece è indispensabile per manufatti in cemento o simili.

6 – PERCHE’ PER I VASI IN CEMENTO SERVE LA VETRIFICAZIONE E PER IL COCCIOPESTO  NO?

Perché il cemento, materiale non molto “pulito”, in base alle normative di legge, non può entrare in contatto diretto con il contenuto, mentre il Cocciopesto, avendo ottenuto la Certificazione Alimentare, può essere usato senza vetrificazione e quindi  perfetto per esaltare la micro-ossigenazione.

7 – COS’E’ IL PROTOCOLLO SULLA MICRO-OSSIGENAZIONE?

Abbiamo completato per il Simei di novembre 2015 il protocollo di studio durato sei mesi  sulla micro ossigenazione e le cessioni di metalli pesanti nel cemento e nel coccio pesto portato avanti dall’enologo Enzo Brini. A disposizione di chi è interessato a consultarlo.

8 – IL VASO VINARIO PERMETTE LA MICRO-OSSIGENAZIONE ?

Una delle peculiarità sia del cocciopesto che del cemento, e’ quella di garantire una microssigenazione controllata che l’acciaio ed altri materiali non hanno.

9 – QUAL’E’ IL VALORE DI UNA RILEVANTE INERZIA TERMICA?

Lo spessore del materiale delle pareti di sei centimetri sui vasi da 3,5 e da  10 ettolitri, e quello di dieci centimetri per quelli da 17 e 25 ettolitri, garantisce un’importante inerzia termica che permette il controllo della temperatura interna senza rilevanti  sbalzi dal caldo al freddo.

10 – E’ PREVISTO IL CONTROLLO DELLA TEMPERATURA IN REMOTO?

Per il controllo della temperatura durante la vinificazione è comunque previsto l’inserimento all’interno di apposita piastra di refrigerazione in acciaio inox, collegata ad una motocondensante esterna  con la possibilità del controllo remoto delle temperature d’esercizio.

11 – IL VASO HA UNA GABBIA DI TENUTA STRUTTURALE IN ACCIAIO?

Dato il disegno del manufatto e l’utilizzo nell’impasto di fibre strutturali, il vaso OPUS non ha gabbie interne di sostegno né in acciaio, né in altri materiali per non consentire il formarsi di dannose correnti elettrostratiche.

12 –DA COSA VIENE LA FORMA DEL VASO VINARIO?

La forma del vaso vinario si inspira alla tradizione del dolium romano; in recenti studi ne viene inoltre enfatizzata la forma interna ad uovo perché favorisce, con i suoi moti convettivi, il ricircolo del mosto nella vinificazione.

13 – CHE TIPO DI PERSONALIZZAZIONI SONO PREVISTE SUL VASO?

Per la personalizzazione tecnica e artistica, oltre all’utilizzo  di tutti gli accessori in acciaio inox in commercio, il vaso vinario prevede la possibilità di poter dipingere a tema l’esterno con vernici silossaniche il logo della cantina, o con personalizzazioni varie a richiesta del cliente.

14 – ALTRE FORME DEL VASO VINARIO SONO POSSIBILI?

La messa a punto col nostro staff tecnico di stampi molto performanti ed economici rispetto a quelli in acciaio, ci permette di progettare e produrre forme personalizzate con modesti numeri di serie.

15 – CHE DURATA HANNO I VASI?

Non essendoci uno storico codificato sul nostro materiale, è difficile poterne stimare la durata, anche se  sicuramente sarà molto di più lunga di quella delle barriques o di altri materiali

16 – I VASI VINARI SONO TRATTATI ALL’INTERNO?

Una delle peculiarità del cocciopesto è quella di favorire la micro-ossigenazione. L’ottenimento della “certificazione alimentare”per alimenti ci da la possibilità di adoperare i nostri vasi senza trattamenti di vetrificazione interna. Che invece è obbligatoria per legge per tutti i materiali che non hanno questa certificazione. Nella versione in cemento anche i nostri vasi hanno bisogno di un trattamento interno con vernici bicomponenti alimentari certificate che pero’ quasi annullano la micro-ossigenazione.

17 – IL TRATTAMENTO CON LA CERA D’API SERVE AL COCCIOPESTO?

Sicuramente no! La cera d’api è l’espediente che adoperano alcuni produttori di anfore in terracotta per limitare la traspirazione e quindi l’ossidazione del vino nei recipienti. Con il nostro materiale, la micro-ossigenazione è regolata, come evidenziato nel nostro protocollo di studio sulle cessioni.

18 – E’ UN PRODOTTO ARTIGIANALE?

I nostri vasi sono veramente artigianali in quanto colati e rifiniti a mano. Eventuali difformità sono da attribuirsi proprio alla caratteristica finitura a mano che viene fatta su ogni vaso.

19 – SONO GIA’ STATE FATTE VINICAZIONI NEL COCCIOPESTO?

I nostri vasi in cocciopesto sono stati presentati in anteprima mondiale al Vinitaly 2015 accogliendo giudizi molto positivi da parte di cantine, distributori, e dalla stampa specializzata. Da allora molte cantine, sia in Italia che all’estero, stanno lavorando con i nostri vasi per vinificazione e affinamento.

20 – IL COCCIOPESTO E’ STATO BREVETTATO?

Essendo un materiale storico non è brevettabile come non è brevettabile l’acqua. Noi abbiamo chiesto il brevetto sull’uso del cocciopesto in contenitori per l’enologia.

21 – IL TRASPORTO DEI VOSTRI VASI E’ MOLTO IMPEGNATIVO?

Dato il peso dei manufatti, e considerando che i vasi non hanno uno scheletro in acciaio, la movimentazione va fatta con accortezza. Viene da parte nostra spedito e allegato un manuale di uso che illustra la movimentazione dei vasi in cantina. Per il trasporto in loco utilizziamo corrieri dedicati e attrezzati, quando la cantina o il concessionario non provvede direttamente al ritiro dai nostri depositi.