La Storia - DrunkTurtle
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La Storia

I VASI VINARI NELLA STORIA

La memoria e i segni delle antiche rotte commerciali del Mediterraneo, ai tempi dei Fenici prima e dei romani poi, rimangono nei ritrovamenti dei relitti delle navi cariche di prodotti di scambio. La traccia più significativa, anche nel nostro immaginario, è l’anfora per il contenimento di derrate alimentari, specialmente olio e vino. Nelle civiltà mediterranee dove l’argilla cotta era il materiale prevalente utilizzato per la produzione di contenitori che venivano utilizzati per il trasporto e la conservazione. Già i Fenici usavano vinificare in recipienti d’argilla interrati; poi furono i greci prima ed i romani dopo a proseguire in questa tecnica. Questi ultimi facevano largo uso di grandi contenitori in terracotta di forma sferica chiamati dolia (sing. Dolium). Ci sono inoltre numerosi ritrovamenti importanti nelle regioni della attuale Georgia dove giare di dimensioni maggiori e della capacità di migliaia di litri venivano interrati in locali dedicati Gli antichi romani chiamavano questo materiale Opus Signinum termine latino derivante dalla città di Segni (Signa) presso Roma, dove secondo antiche fonti fu inventato. Nel 1° secolo a.c. Vitruvio ne descrive la fabbricazione e l’uso nel suo trattato “De Architectura”. L’antica miscela veniva utilizzata per rivestire gli acquedotti, le cisterne, le vasche termali. In funzione delle granulometrie dei materiali adoperati nella tecnica di applicazione per le varie tipologie di utilizzo veniva determinato il livello di permeabilità del composto.

L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE

Dall’uso sempre più ricorrente di materiali ispirati alla memoria, alla ricerca di nuove frontiere enologiche, stiamo proponendo un nuovo ma storico metodo di vinificazione, richiamando l’antica tradizione dell’uso di contenitori in argilla, come i “dolia” romani e i “kvevri” georgiani. Ecco allora dove è nata l’idea, attingendo sempre alla tradizione e all’uso dei componenti edilizi nell’antica Roma, di realizzare i nostri vasi vinari in Cocciopesto DT. Questo materiale usato dai Romani, e già conosciuto dei Fenici, ha la caratteristica di offrire una notevole impermeabilità, una durabilità nel tempo ed una notevole inerzia termica. Questo prodotto di estrema biocompatibilità in quanto essiccato naturalmente, può essere usato nella vinificazione con vantaggi indubbi sia sotto il profilo del comportamento del contenitore rispetto al contenuto, grazie alla caratteristica porosità del materiale che garantisce un’ottima micro-ossigenazione, sia sotto il profilo della durabilità e non ultimo sotto quello estetico.

.....COCCIOPESTO

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I vasi vinari realizzati in Cocciopesto DT sono il risultato della nostra ricerca di innovazione al fine di mettere a punto prodotti con tecnologie nuove che attingono alla cultura e alla tradizione. Il “Cocciopesto DT” è un materiale derivante dall’impasto crudo composto da cocci di laterizi macinati, frammenti lapidei, sabbia, legante cementizio, fibre di rinforzo e acqua. Non vengono utilizzate, per la realizzazione, gabbie metalliche interne strutturali, al fine di evitare la formazione di correnti elettrostatiche dannose per la naturale maturazione del vino. Alla fine del processo di asciugatura naturale perlomeno di 30 giorni, il materiale mostra una notevole microporosità che porta ad esaltare, nella vinificazione e nel successivo processo di affinamento, le qualità organolettiche, arricchendo e amplificando l’aroma del vino. L’ottenimento della “certificazione alimentare” attesta la purezza dei materiali usati nella realizzazione dell’impasto.

...……CEMENTO

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Il cemento è un materiale intrinsecamente naturale, assimilabile alla pietra da cui deriva, con caratteristiche chimico-fisiche che consentono una perfetta conservazione del vino. I contenitori realizzati con questo materiale danno maggiori garanzie di durabilità e di igiene rispetto alle vecchie botti in legno. I nostri vasi vinari sono realizzati con importanti spessori delle pareti, con un impasto di cemento, sabbia di fiume, fibre naturali di rinforzo, acqua. .A getto ultimato vengono posti ad essiccare naturalmente perlomeno per 30 giorni. Il tempo di asciugatura varia a seconda delle condizioni climatiche e delle dimensioni del contenitore. Lo spessore consistente e la tipologia del materiale garantiscono una maggiore inerzia termica rispetto a tutti gli altri contenitori in commercio, con la possibilità di un più agevole controllo naturale delle temperature. Non vengono utilizzate, per la realizzazione, gabbie metalliche interne strutturali, al fine di evitare la formazione di correnti elettrostatiche dannose per la naturale maturazione del vino.